Chi sono


Dunque, la doverosa pagina del bravo ragazzo che si presenta, devo pur metterci qualcosa e... hummm, vediamo... elenco puntato!

  • Un essere umano nato e cresciuto in Puglia;
  • Un bimbo affascinato dalla tecnologia che (come tanti altri geek) negli anni è diventato un consulente informatico;
  • Un adolescente innamorato delle discipline orientali, da sempre studente di arti marziali e, da una quindicina d'anni, insegnante di Wing Chun Gung Fu;
  • Un amante degli animali;
  • Un "fotografo", si, con le virgolette, perché con la fotografia mi capita di lavorare ma rimane principalmente una grande passione;
  • Un nerd, forse atipico, ma inutile mentire: il mio portachiavi è un Millennium Falcon, ho l'ottimismo di Parappa-the-rapper e quando sono teso fischietto la marcia imperiale;
  • Un blogger? Boh... di fatto si per tanto tempo, ma in realtà è che semplicemente mi è sempre piaciuto condividere e, soprattutto, scrivere mi rilassa.
  • Un freelance attivo nei settori del Digital Marketing e della Comunicazione.
  • Un mix di cose che ovviamente non si possono scrivere qui.

...e "Kensho"?

Kensho è tecnicamente l'unione di due parole in Giapponese: ken ("vista/vedere") e shō ("natura/essenza"), che sono un "prestito linguistico" ("loanword") da una traduzione già effettuata in Cinese (con il termine "jianxing", ovvero "jian" e "xing", "vedere/percepire" ed "essenza/natura") da due parole in Sanscrito: rispettivamente "dṛṣṭi" e "svabhāva". (E direi che ci fermiamo qui.)

I significati di Kensho sono qualcosa in cui è facile perdersi, per i quali uno studio filosofico, o l'avvicinamento alla dottrina buddista,  sarebbero molto più indicati di questo blog che, di fatto, è poco più di un crogiòlo di pensieri, peraltro alimentato senza scadenze, ogni qual volta mi vien voglia di scrivere.

Kensho è al contempo intuizione ed esperienza, definisce se stesso e viene definito.
Nella sua trascrizione più semplice, Kensho, è l'osservare la natura di qualcuno.

Nel mondo buddista, nella tradizione Zen (dal Cinese "Chán"; dal Sanscrito "dhyāna", ovvero "vista") ho avuto a che fare parecchie volte con il termine e con l'idea di Kensho, pian piano mi ci sono anche affezionato e, nel tempo, è diventato di fatto un nickname.

È tutto un po' strano, ma se siete arrivati fin qui è perché siete curiosi e, probabilmente, ora vi trovereste in ogni caso alle prese con qualcosa di nuovo, beh... basta così. ;P


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