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TEDx Taranto - Sulle nuvole viaggiano le idee...

Giulia Innocenzi intervista il direttore artistico dell'evento.

"Ideas worth spreading".
Sono le parole che racchiudono i principi del marchio TED, un acronimo molto famoso che, se non conoscete, meriterebbe una piccola ricerca: troverete tantissime pagine, più o meno ufficali, che spiegano in dettaglio cos'è esattamente il TED ... e poi vi si aprirà un mondo di contenuti che viaggiano tra i mondi "Technology Entertainment Design".

In questo caso trattavasi di un evento indipendente, legato al già citato format, organizzato da un gruppo di giovanissimi pugliesi che, armati di una passione per la cultura davvero sorprendente, hanno invitato professionisti ed attivisti di diversi settori a divulgare scienza, arte, sport, idee, studi su nuove tecnologie e progetti umanitari.


Hanno aperto l'evento il bravissimo musicista Marco Schnabl (di cui sono immediatamente diventato fan), con una splendida performance (link al suo ultimo lavoro), e l'atleta Cristian Ceich (speech link), campione di deltaplano, con uno speech che ci ha portati ad alta quota, tra i giochi delle aquile e... fin da subito un po' più vicini alle nuvole, tema portante dell'evento.

Brano dedicato a Mattia, uno degli organizzatori, scomparso poco prima dell'evento.

Nel corso dell'evento si sono susseguiti tanti nomi, che vi invito a scoprire sul sito ufficiale (http://www.tedxtaranto.it/), ed è stato bellissimo seguirli in quanto non "solo" profili professionali di spessore, ma anche persone piacevolissime che, in quella sede, erano volontari, tutti attivati dalla passione per la divulgazione.

La simpaticissima Giulia Innocenzi ha condotto un vero e proprio viaggetto in comitiva tra scienza, arte, sport, tecnologia e reportage... In cui non sono mancati buona musica, laser show, racconti di guerra, storie di scoperte e battute divertenti... Con questo format era un primo giro di prova, per la città di Taranto, ed il risultato è stato eccellente.

Coinvolgente l'esperienza con "radio no borders" riportata da Davide Agnolazza (speech link), interessantissimi gli speech di Arti Ahluwalia (speech link) ed Elisabetta Bissaldi (speech link), coinvolgenti le presentazioni di Fabio Cerino (speech link)  e Fabio D'Aniello (speech link)...



...Ma, uno su tutti è stato (per me) commovente, letteralmente: Stefano Schirato (fotografo) ha presentato una selezione di scatti e riportato, a parole, parte di ciò che ha vissuto facendo reportage (speech link). Credo che, tra scatti e parole, quelle sensazioni siano scese dal palco sedendosi tra la gente, un'altra esperienza bellissima. Felice di avergli stretto la mano.

Così altri speakers, come Griziotti (speech link) e Pallante, hanno contribuito e mantenuto interessante l'evento, che è poi giunto a chiusura con l'eccellente lavoro di Paolo Troilo (link) e la bellissima voce di Erica Mou.


È stato il mio primo TEDx, è stato un evento diverso, in una città diversa, in un semplice teatro ma con dei protagonisti diversi.
Quando il diverso è bello, quando è meglio.... porta entusiasmo, voglia di fare, innovazione.
Da pugliese, da attivista e da supporter... spero che queste diversità abbraccino tutta Taranto, prima o poi, spero che da quell'abbraccio escano pian piano una comunità ed una città... "diverse", con il loro potenziale in piena luce, come lo è stato per le poche ore nel teatro Tatá.

V.

Gli organizzatori dell'evento.


Smartphones: da Samsung ad LG a OnePlus - Il potenziale di Android per la mobile photography.


Voglio lanciare un feedback che in molti hanno chiesto (e che ho già espresso più volte "live" ma, quando rispondo a voce, boh... dalle mie parti direbbero: "non tanto mi sentono"...).

Premessa:
Ho iniziato a sperimentare con la mobile photography impugnando un Samsung Note 2 (da cui riporto in galleria giusto uno o due scatti), che ho tenuto molto poco poichè trattavasi di dispositivo stracolmo di bloatware ed eccessivamente caro, subito sostituito con un LG G2 (dispositivo fantastico! Uno dei migliori rapporti qualità/prezzo di sempre, da cui riporto diversi scatti in galleria). Poi, quando quest'ultimo ha iniziato ad arrancare, sentendo sempre più la necessità di un dispositivo reattivo, ho deciso per l'upgrade affidandomi a OnePlus (altra scelta "da tecnico", non modaiola, che ha visto una parte decisiva giocata dal sensore implementato, di casa Sony).

Never settle!
Con quest'ultimo dispositivo (da cui riporto parecchi scatti in galleria) la questione inizia a farsi davvero seria: con i files ottenuti dal OnePlus ho stampato un fotolibro di formato medio e la resa finale (su carta ad uso professionale) mi ha veramente sorpreso!

Non faccio una "long-term review", per quella mancherebbero sia la voglia che il senso, dato il recentissimo lancio sul mercato del modello 5; mi limito a confermare il livello di soddisfazione dopo aver scelto OnePlus (Modello 3t, di cui ho scritto QUI) ed a fare un post, veloce veloce, tanto che di fatto sta per terminare, lasciandovi in coda il link alla galleria di scatti.

Sono molto curioso di seguire gli sviluppi della prossima generazione (le premesse sono entusiasmanti), proverò a mantenere aggiornata sia la raccolta che il/i post riguardanti la mobile photography (tempo... e risorse per gli upgrades permettendo) e, come sempre, se vi vien voglia di scambiare pareri... scrivete pure! ;)



Dunkirk, di Christopher Nolan: ne vale la pena?


È difficile da guardare, difficile da sopportare, difficile da commentare e, sicuramente, anche difficile da realizzare (leggere "impopolare").

Dunkirk è un film difficile, a tratti "insopportabile"... Insomma: un capolavoro.

Io forse... potrei essere di parte (se vi manca un pezzo, QUI è dove mi schiero con Interstellar), ma credo che Nolan ci offra ancora una lezione di Cinema: non si scomoda troppo a raccogliere lo spettatore per guidarlo manina nella mano verso una storia, semplicemente lo lancia in due ore di cruda rappresentazione.

Niente storielle quotidiane alla Pearl Harbor, niente trip alla Apocalypse Now, niente esaltazioni alla Bastardi senza gloria. "Solo la guerra".

In effetti... La guerra non deve piacere e ci vuole un certo coraggio a tradurla in entertainment; e ce ne vuole ancora di più se non vuoi divertire.

Ma cos'è la guerra se non angoscia, anonimato ed attese tra episodi di morte... ?
Questi gli aspetti che vengono raccolti come arsenale da regia e mantenuti incessanti: con la colonna sonora (che è più un intero colonnato, data l'imposizione), con la spersonalizzazione dell'uomo e del soldato, con i momenti di paura, noia, speranza e follia che caratterizzano il tempo quando questo rallenta.

Che Nolan non sia per tutti lo si sapeva già... Con Dunkirk, amerete oppure odierete (ma tanto!) la maestria nella realizzazione di un bellissimo non-film (non per come lo intendono ed aspettano la maggior parte degli spettatori almeno).

Non avrete la curiosità di Memento, né la magia calcolata di The Prestige; niente eroi de Il cavaliere oscuro, non l'originalità di Inception né l'avventura di Interstellar. Avrete solo la guerra, vista da un evento per noi lontano, che conosciamo poco.

È talmente ben fatto che scrivere "consigliato" è una scelta impopolare.
Assolutamente da vedere.

V.