ROGUE ONE - A STAR WARS STORY

Che cos'è Rogue One?
È uno spin-off della saga di Star Wars che si colloca tra gli episodi coi numeretti  più bassi, ma usciti dopo, e quelli coi numeretti più alti, però usciti prima.

Un sorridente manipolo di fan pronti alla visione della versione in lingua originale!

Facciamo uno schemino semplice semplice:

Prima Trilogia (prodotta dopo, nel 1999)
-Episodio I - La minaccia fantasma
-Episodio II - L'attacco dei cloni
-Episodio III - La vendetta dei Sith

Spin-off - Rogue One: a star wars story (2016)

Seconda Trilogia (prodotta prima, nel 1977)
-Episodio IV - Una nuova speranza
-Episodio V - L'impero colpisce ancora
-Episodio VI - Il ritorno dello Jedi

Terza Trilogia (in corso, iniziata nel 2015)
-Episodio VII - Il risveglio della forza
-Episodio VIII - Gli ultimi Jedi

I mezzi presentati sono una gioia per gli occhi!

Non è semplice parlare di Rogue One...

Non avrei MAI creduto, in passato, che mi sarei ritrovato a guardare uno... spin-off-non-spin-off.... di Star Wars, che:

-Sarebbe stato prodotto da Disney...

-Avrebbe in parte disconosciuto l'operato di George Lucas...

-Avrebbe intimato a Williams: "Hey, Johnny, dunque... a sto giro devi cercare di non farti riconoscere dai fan, ti farai chiamare Michael G."...

-Avrebbe avuto un format del tutto diverso da quello di sette capitoli "precedenti", spalmati in un quarantennio di produzione...

-Avrebbe coinvolto nel cast Forest Withaker (che mi stupì con "Ghost Dog", nel '99), Donnie Yen (che mi ha fatto divertire in "Ip Man"), Mads Mikkelsen (che mi è piaciuto parecchio in "Hannibal") nonchè la controfigura digitale della giovane Carrie Fisher...

Non sarebbe stato stracolmo di sciabolate laser e di Jedi/Sith che si... sforzano... (Dannazione, Withaker era perfetto con l'Hagakure*...)

*(L'Hagakure - il codice del samurai - è un antico testo di Yamamoto Tsunetomo a cui è in parte dedicato il film "Ghost Dog", il cui protagonista, un giovane Whitaker, prova a farsi strada a colpi di onore, pugni, katana e citazioni.)

Già... perchè Rogue One, con l'ormai stracitato pensiero de "le ribellioni si fondano sulla speranza", è più un fan-movie sulla forza... che un film su LA forza.

Infatti, uno che dell'unverso Lucasfilm non ne sa nulla... può comunque guardare il film, e noterà in ogni caso che, si, c'è qualcosa che circonda e penetra eventi, azioni, scelte, personaggi... che tiene unite le cose e manda avanti l'universo tutto... ma per questi, che nulla conosce delle vie della Forza, molto probabilmente, si tratterà semplicemente di una gran botta di culo.

A dirla tutta, anche Rogue One gioca sul campo della nostalgia,  per certi versi anche più di quanto abbia fatto "Il risveglio della forza": lo fa ponendosi come liaison perfetta (tra prima e seconda trilogia) e come regalo ai fan di quell'universo (regalo prodotto, evidentemente, da una generazione di fan) che è al contempo concentrazione ed espansione di quello stesso universo.

Da una parte...
Non ci saranno colpi di scena epocali o scoperte sensazionali per i fan della saga, chi ama l'universo saprà già abbastanza sulla missione che porta l'alleanza ribelle ad impossessarsi dei piani della Morte Nera (l'arma suprema dell'Impero, appena intravista nei primi tre episodi ed elemento portante della seconda trilogia).

D'altra parte...
Vengono introdotti sul grandeschermo una serie di elementi che potrebbero essere le basi di un'espansione dell'universo stesso, potenzialmente infinito e meraviglioso: è così che, ad esempio, vengono ufficialmente presentati agli spettatori i Cristalli Kyber, i Tempi Jedi con i loro guardiani e la fortezza di Darth Vader.

Il film è un'esperienza cinematografica abbastanza particolare per i fan, un susseguirsi di differenze-non-differenze che riportano all'infanzia, fanno sognare, entusiasmano, intristiscono.

Queste "non-differenze" sono un po' la chiave per la comprensione (e la riuscita) del titolo; ci troveremo, ad esempio, fin da subito immersi in un universo familiare ma... solo grazie a carrellate, colpi di regia ed oggetti di scena, non ci saranno infatti I titoli e la solita soundtrack; finanche ritroveremo volti noti ma... saranno prodotti della CGI con presenze fugaci che non accompagneranno gli eventi... e via così, con continue iniezioni di chicche nostalgiche, a mio parere molto ben gestite.

La storia è ambientata in un momento in cui l'universo di Star Wars vive l'apice dell'oscurantismo, il che dà un senso a quell'anonimato in cui si sono sempre celate le vicende del film (anche se si tratta di vicende che regolerenno, poi, gli eventi futuri di tutta la galassia...) ed anche per questo calzano bene "eroi" atipici, improvvisati, che non conoscono le vie della forza ma solo come stringere i denti ed affrontare guerriglie.

La realizzazione tecnica è grandiosa, mi è piaciuto quasi tutto del film, in particolare ho trovato il lavoro su mezzi e navi davvero degno di lode, oltre a vedere qualche magnifica new entry per caratterizzazione di personaggi e titolo, durante la visione ritroviamo la maestosità dei mezzi che ci han sempre fatto sognare: enormi camminatori AT-AT con nuove declinazioni di colori e dettagli ripresi in inquadrature spettacolari, gli incrociatori, la flotta ribelle, i caccia x-wing con le controparti imperiali e tantissimo altro...

Il film, tanto bello quanto malinconico, non è certo un film per non-fan, si può guardare senza conoscere l'universo di Lucas ma non ha molto senso farlo... già con tutto il resto in testa (e nel cuore) è difficile discuterne.

Molto bella l'idea di schierare in maniera un po' meno netta e precisa le "pedine del bene o del male", si ha la percezione di una dualità più complessa, di come l'universo in evoluzione si aggrovigli e LA FORZA si avvicini ad una sorta di concetto Yin/Yang.

Per quanto sia un capitolo con molta meno politica... non mancano frecciatine e spunti di riflessione, tra le cose che ho gradito meno c'è la forzatura di alcuni parallelismi con vicende più... terrestri: uno su tutti l'assalto alle truppe in perfetta strategia terroristica, con personaggi/location (finanche musica!) arabeggianti.

Alla fine, come sperato e previsto, è stato fichissimo andare al cinema (con cugini ed amici al seguito, ovviamente); per realizzazione tecnica, immersione nell'universo Lucas e chicche varie sparse per tutto il film... non posso fare che consigliarne la visione!

May the force be with you!

Scatti pugliesi e test Sony SEL55F18Z + Sony A5100

A seguire una piccola serie di scatti, senza pretese, rubati giocando un po' con il meraviglioso Sony 55mm f1.8 Zeiss Sonnar T* (SEL55F18Z).

La lente nasce per fotocamere full frame (solitamente la uso con una Sony A7II), ma ho voluto sperimentare e divertirmi un po' testandone la resa su un corpo camera con sensore APS-C, la Sony A5100, di cui ho già scritto parecchio nella recensione pubblicata sul portale "The Smart Revolution" (link all'articolo: http://www.thesmartrevolution.it/2016/07/21/scelta-sony-a5100-ilce%c2%ada5100/ ) e linkata anche qui sul blog, tra i post di fotografia.

La lente è famosa per essere uno dei migliori gioiellini moderni targati Zeiss di casa Sony (nonchè una delle lenti con maggior risolvenza e minor distorsione in tutta la gamma E-mount di Sony); la "macchinetta" è invece famosa per unire le caratteristiche estremamente evolute di un'ottima fotocamera a lente intercambiabile (molte delle quali ereditate dalla A6000) ad un corpo da ultracompatta.

Una lente di alto livello innestata su un corpo entry-level è apparentemente una combinazione improbabile.... ma ha un suo perchè; sempre più fotografi, sia professionisti che non, scelgono infatti di affiancare un secondo corpo con sensore APS-C alla loro fotocamera Full Frame (per dettagli sui tecnicismi vi rimando alla recensione già linkata) e le ragioni di una scelta del genere possono essere diverse, tra le quali:
  • La possibilità di ottenere, con le stesse ottiche che già si possiedono, l'equivalente di una lunghezza focale extra in termini di angolo di campo/scena ripresa (il crop factor del sensore "ridotto" diventa in pratica un fattore di zoom); in casa Sony si parla di un fattore di 1.5, di conseguenza, un 55mm come quello in discussione restituirà una ripresa equivalente a quella di una lente avente lunghezza focale di 82.5mm su Full Frame (55 x 1.5).
  • Avere due corpi con lenti diverse già innestate in borsa per evitare di cambiare lente mentre si è in giro; cambiare lente è infatti una procedura che può esporre l'attrezzatura ad infiltrazioni di polvere e/o altro ed una scelta operativa non sempre comoda, specialmente se si hanno tempi stretti o se la necessità di lenti diverse da quella già innestata è ridotta al minimo.
(Si, ci sarebbero le lenti zoom per la versatilità, ma chi mastica un po' di fotografia sa bene che gli zoom con qualità paragonabile alle lenti "fisse" sono pochi, ed estremamente costosi. Un secondo corpo è spesso una scelta saggia che consente di contenere il budget.)
  • La possibilità di avvalersi di funzioni specifiche, presenti solo sul secondo corpo camera.
  • La possibilità di avere, con una spesa ridotta, un secondo corpo di back-up.

Passiamo alle immagini...

A seguire qualche immagine rubata a Castellana Grotte (Bari):

Un esempio della tridimensionalità resa e della qualità dello sfocato.
La lunghezza focale non è delle più comode, tuttavia ci si può abituare per usarla in diversi modi con un po' di pazienza e creatività...
L'accoppiata è in grado di restituire un sorprendente insieme di dettagli, senso di profondità, bokeh e qualità della transizione nelle aree fuori fuoco.


Come si può vedere già dalla prima foto, la tridimensionalità resa è stupefacente, la lunghezza focale risulta un po' lunga in effetti, non è sicuramente una lente "all-around" ma, con un po' di pazienza ci si può adattare a diversi tipi di scatto, difficilmente la lente deluderà in termini qualitativi e contestualmente il livello di dettagli e le possibilità di crop date dal sensore ne aumentano la versatilità.

Ovviamente è difficile riuscire a gestirla per foto "al volo", specialmente se la si usa a totale apertura, il livello di dettagli raccolti e la visualizzazione sullo schermo della fotocamera possono trarre in inganno, visualizzando le immagini a monitor la profondità di campo è estremamente ridotta, così, molto spesso sarà doveroso chiudere il diaframma di uno/due stop.

La ritrattistica si dimostra, come previsto, un'applicazione perfetta per l'accoppiata: la lente è ottima per gestione di controluce, contrasti ed assenza di distorisione, mentre gamma dinamica e risoluzione del sensore fanno il resto.

È davvero sorprendente tenere il tutto in un palmo di mano muovendo solo 564g (ripartiti al 50% tra lente e corpo camera).

Qui a seguire qualche scatto durante una passeggiata fotografica con visita guidata nella città di Molfetta (Bari) organizzata da Yallers Puglia:



Grazie a Giovanna, Giuseppe e lupo per aver fatto da modelli, alla prossima!

A seguire i soliti link di affiliazione Amazon per eventuali acquisti:
-Sony Alpha 5100L Fotocamera Digitale
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