Energia - Mente - Emozioni

Non si sa bene perchè, ma nel tempo, molte espressioni rappresentative di intere materie, sono state, nella loro associazione al campo marziale... misticizzate fino all'impoverimento, alla denaturalizzazione dei significati, alla disinformazione. Sarà colpa dei sinonimi, dei ritmi veloci... o dei cretini... poco importa.

Il primo esempio che mi viene in mente è l'energia.

Prendiamo una definizione di fisica classica, fonte di informazione a portata di tutti:

“...nella fisica classica l'energia è definita come la capacità di un corpo o di un sistema di compiere lavoro e la misura di questo lavoro è a sua volta la misura dell'energia...”

E' una definizione tutto sommato semplice, e se ne troverebbero altre più complesse in termodinamica:

“...tutto ciò che può essere TRASFORMATO in calore a bassa temperatura...”

...o in meccanica:

“...grandezza fisica posseduta dal sistema che può venire “consumata” per generare una forza...”.

Se poi aggiungiamo agli spiccioli di informazione anche una definizione fisica di lavoro:

“...trasferimento o sottrazione di energia cinetica su un corpo...”

...e una di forza:

“...grandezza fisica vettoriale che si manifesta nell'interazione di due o più corpi...”

...risulta più facile comprendere quanto spesso sentiamo utilizzare le parole al posto sbagliato, da gente che descrive situazioni o riporta esempi, utilizzando ad esempio la parola “forza” riferendosi ad un potenziale o la parola “energia” riferendosi ad un qualcosa di non precisato e, a tratti, mistico.

Il misticismo dell'energia, se per alcuni trova un suo fine sfociando in quelle che sono teorie, pratiche ed assolutismi dottrinali, nella maggior parte dei casi risulta abbandonato nella corrente di fantasia di chi legge/ascolta/pratica.

(Mistico dal greco mystikòs=misterioso / Mistero dal greco myein=chiudere, serrare, tacere)

Uoops! Scusate...Ma siamo su un sito/articolo che presenta il Wing Chun!?

Vorrei poter dire “nelle arti marziali, nel Gung Fu o nel Wing Chun”... ma dico “nella CRCA” si ha ben presente da subito una differenza tra forza ed energia:

La forza – è per il praticante il secondo dei quattro elementi del ciclo di sviluppo degli elementi esterni. E' legata alla struttura corporea, alla massa muscolare ed al livello tecnico.

L'energia – è un potenziale, da accrescere tramite l'allenamento che si esprime tramite la pratica già dalle prime volte che si incrociano le braccia. Questo, contrariamente alla forza, non è DIRETTAMENTE legato alla struttura corporea, alla muscolatura, al livello tecnico.

...E cos'è un potenziale?

La definizione più appropriata sarebbe: “...l'insieme delle possibilità o mezzi di cui dispone un soggetto...”

Riassumendo:A) Forza = caratteristica specifica quantificabile in maniera più o meno precisa;B) Energia>potenziale>N mezzi = ”strumento”.

Sul piano didattico, l'energia è quindi al pari di una dinamica di movimento, di una tecnica, di un pugno. Ogni pugno esprime un dato potenziale ed è quindi uno strumento diverso dagli altri.

Un operaio può tirar su una costruzione (un muro o altro) con più o meno forza e con N “attrezzi”. Migliore sarà l'esperienza nella scelta e nell'utilizzo degli attrezzi (strumenti), maggiore sarà l'efficacia della sua forza applicata al lavoro (meno tempo, minor spreco di “materiali”). La stessa cosa può valere per il praticante, che può, muovendosi contro l'avversario, utilizzare la sua forza raggiungendo (salvo errori sulle “fondamenta”) il successo in più o meno tempo, con più o meno affaticamento, in base alla scelta degli “strumenti”. Questi strumenti sono categorizzati su più livelli e senza esclusiva appartenenza ad un solo insieme.

Avremo dunque la distinzione tra attacco (colpo), difesa (deflessione/blocco), spostamento (cambio della posizione del corpo in relazione a quella del corpo dell'avversario)...

...poi la distinzione tra tecniche (movimenti) di tipo Yin, di tipo Yang, di tipo complesso (sia Yin che Yang) o di tipo ibrido (un movimento Yin utilizzato come Yang o viceversa)...

...ed avremo, poi, anche una distinzione in base all'espressione energetica del movimento, che potrà ricadere in uno o più degli 8 tipi di “energia” studiati:

1) Chee Ging – Energia del contatto;
2) Bau Ja Jing – Energia esplosiva;
3) Gum Gock Ging – Energia della reattività;
4) Dai Ging – Energia che dirige;
5) Gan Jeep Ging – Energia che unisce;
6) Yun Ging – Energia della persistenza;
7) Choang Ging – Energia aggressiva;
8) Hoang Jai Ging – Energia che controlla;

E' ovvio, a questo punto, che un ruolo fondamentale nell'espressione dell'energia è occupato dalla nostra mente, che agisce in supporto al movimento del nostro corpo. Energia è lo stesso “potere interno” del “Chi” (“forza vitale” anche conosciuto come Qi o Hay) che è strettamente relazionato alla collaborazione mente-corpo: per dirla con parole di Randy Williams:

“...il Chi fluisce involontariamente, circolando nel corpo come il sangue. E come la circolazione ed il fluire del sangue, il flusso del “Chi” non può essere controllato con la sola mente. Come possiamo interrompere/rallentare o accelerare la circolazione del sangue con un azione fisica (modulando una pressione specifica o correndo), così, in maniera simile possiamo combinare la tecnica fisica e l'intenzione mentale per controllare il fluire del “Chi”, concentrandolo in un area specifica in base alle nostre esigenze.”

Ed è infatti solo tramite la collaborazione tra mente e corpo che si possono unire gli elementi di sviluppo interni ed esterni facendo crescere l'intero “sistema”. Un importante input su come corpo e mente debbano collaborare per esprimere la giusta tecnica (movimento) ed il giusto potenziale (principio energetico) alle giuste coordinate (focus da intento mentale) è dato da un proverbio che mette in relazione questi aspetti apparentemente slegati: “Hay Yau Don Teen Foang, Fot Ging Choy Yau Foang” - ovvero: “Rilasciare “Chi” dal Don Teen (zona in cui è immagazzinato) permetterà un corretto rilascio della forza”.

Con il protrarsi della pratica, chi si allena realizzerà che, così come il ruolo del corpo (inteso in senso fisico/esterno) è profondo ed articolato; la mente non sarà limita in ruoli marginali, con il solo scopo di fornire coordinate e segnali di start/stop. La mente sarà coinvolta in ogni scambio tecnico al quale assoceremo un'espressione energetica, in antitesi agli allenamenti robotizzati che portano il praticante di una disciplina a muoversi in un dato modo “poiché lo chiede l'insegnante” …

Un ultimo, ma non meno importante, ruolo della mente, è quello di partecipare a quanto viene definito “Intrappolamento emotivo”. Si definisce “intrappolamento” o “trapping” un vantaggio strutturale che ci posiziona in maniera tale da permetterci di colpire l'avversario senza che lui abbia la possibilità di colpire noi. “L'intrappolamento emotivo” o “Emotional trapping”si ha quando si utilizza con consapevolezza un dato approccio tecnico-energetico al fine di avere un'azione efficace anche sul piano psicologico/emotivo, come complemento di tecnica, energia ed attitudine. Molti sono gli indizi sull'incrocio tra “Wing Chun” e “sfera emotiva”, la maggior parte di questi è rilasciata attraverso i motti ed i proverbi, un importante esempio di questo è riposto, insieme ad altri concetti, in una descrizione strategica del Wing Chun: “Boh Lay Tau, Meen Fa Toh, Teet Kiu Sau”, ovvero: “Testa di vetro, corpo di cotone, avambracci di ferro”; tralasciando gli aspetti più esterni della strategia proposta dall'espressione, si può pensare ad una testa di vetro come ad un qualcosa di trasparente, da cui non ricavare indizi, una prigione invisibile per chi fronteggiamo.

Vincenzo De Virgilio


NB: per approfondimenti sulla focalizzazione del “Chi”, sul Don Teen, sui tipi di energia e sugli aspetti strategici rimando alle pubblicazioni di Sifu Randy Williams, che trattano tutti in punti in maniera completa e dettagliata. Per altri dettagli su principi e teorie (come per esempio i cicli di sviluppo e gli elementi esterni ed interni) rimando agli altri articoli pubblicati sul sito.

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