Passa ai contenuti principali

Rush: sorpasso tra schermi

Non sono un intenditore di motori, fanatico di automobili o adoratore della F1.

Mi piace il senso della velocità, assistere alle sfide, sorridere dei tanti intricati tecnicismi... e mi piace guidare l'auto.

Non so se Ron Howard sia un fanatico delle corse, non so neanche se abitualmente guidi... ma solamente che ha deciso di fare un altro film, ambientato in un periodo in cui lui era impegnato a fare da giovane tappetino in una serie televisiva, lo ha fatto forse per dirci cosa lui viveva fuori dal piccolo schermo, in quel periodo, e cosa lo faceva emozionare, o forse per farci emozionare e basta. E l'ha fatto in un'opera talmente grande, da rendere ancora una volta il personaggio di Richie Cunningham irriconoscibile.

Rush, il sorpasso, è un film che aggancia le cinture sulle poltrone e trascina di colpo dal salotto alla tribuna più alta, con vista sulla vita di alcune persone, strappa da ciò che è da sempre legato al piccolo schermo, dai miti di un recente passato del quotidiano... e ci abbandona ai bordi dei circuiti. È il piccolo schermo che si fa grande, sorpassa suo fratello maggiore, e lascia dietro anche tutti gli altri.

Howard, con in mano una buona storia, riesce magistralmente a far vivere ogni dettaglio in soggettiva, chiedendo ad ogni persona di non sedere da spettatore, ma di partecipare al suo racconto... ed è così, che ci si può sentire luce, per ogni riflesso colorato su specchietti e carrozzerie, e ci si può sentire lama, per ogni filo d'erba reciso, mentre montaggio e soundtrack mostrano intarsi ed incastri che renderanno lucidi gli occhi di molti, accellerando i battiti.

Hemsworth dimostra di poter essere coraggioso, tanto da supereroe quanto da sciocco, folle, marcio trentenne degli anni '70; ed è notevole anche la scelta di Brühl, che ci regala una bellissima interpretazione di Lauda.

Ho vissuto i racconti di mio padre e dei miei zii, non ricordavo di James Hunt, ma giusto poco di Niki Lauda, gli anni 70 sono passati dieci anni prima che nascessi, eppure erano lì, al centro di ogni vignettatura.

Vi consiglio questo capolavoro, poichè è di quelli che vi fanno venire voglia di alzarvi ed applaudire per tutta la durata dei i titoli di coda, forte, più forte, facendo casino per dare quanto più fastidio possibile a quelli che  "Hey pronto? Siamo al cinema, abbiamo visto il film delle corse" ...che, inesorabilmente, aspetteranno il prossimo Fast & Furious.

V.

 Niki Lauda & James Hunt - verso la fine degli anni '70

Ecco i post più letti del blog:

TEDx Taranto - Sulle nuvole viaggiano le idee...

Giulia Innocenzi intervista il direttore artistico dell'evento. "Ideas worth spreading". Sono le parole che racchiudono i principi del marchio TED , un acronimo molto famoso che, se non conoscete, meriterebbe una piccola ricerca: troverete tantissime pagine, più o meno ufficali, che spiegano in dettaglio cos'è esattamente il TED ... e poi vi si aprirà un mondo di contenuti che viaggiano tra i mondi " Technology Entertainment Design ". In questo caso trattavasi di un evento indipendente, legato al già citato format, organizzato da un gruppo di giovanissimi pugliesi che, armati di una passione per la cultura davvero sorprendente, hanno invitato professionisti ed attivisti di diversi settori a divulgare scienza, arte, sport, idee, studi su nuove tecnologie e progetti umanitari. Hanno aperto l'evento il bravissimo musicista Marco Schnabl (di cui sono immediatamente diventato fan), con una splendida performance ( link al suo ultimo lavoro ), e l

Funk Duo nel centro di Bari

"Funk 2uo": Vincenzo Gentile (tastiere) - Elio Arcieri (Voce) Di nuovo nel centro cittadino, di nuovo per la musica live, di nuovo al That's All. Ieri ero lì con amici per ascoltare i "Funk 2uo", duo di musicisti che prende vita dalla voce di Elio Arcieri e dalle tastiere di Vincenzo Gentile, e che propone la sua selezione di "funk, soul, lounge-bossa e jazz" attraverso brani di Jamiroquai, Terence Trent D'Arby, Pino Daniele, Sting e tanti altri... adattati al progetto musicale in maniera molto, molto interessante. L'interpretazione di alcuni brani è molto personalizzata, qualche fan degli artisti ripresi potrebbe non esserne entusiasta ma, soggettività a parte, lo spettacolo offerto è davvero ottimo: la voce, che conoscevo appena, è stata una piacevole conferma, coinvolgendo non poca curiosità (specialmente durante una bellissima "Set them free"); mentre le tastiere erano sotto le mani di una conoscenza trentennale, ed

Presentazione del rapporto "FUORI CAMPO" di Medici Senza Frontiere a Bari.

Ho provato vergogna. Arrivo a dibattito iniziato, ascolto, chiedo del materiale, apro, sfoglio... e subito salta all'occhio uno specchietto, uno su tutti, quello che riflette le immagini della città in cui vivo, e che riporta: "BARI, EX SET - Nel novembre 2014 il Comune di Bari trasferisce circa 170 rifugiati, provenienti da Corno d’Africa e Africa subsahariana e arrivati in Italia nel 2011 durante la cosiddetta “Emergenza Nord Africa”, da una struttura occupata - l’ex convento di “Santa Chiara” - in una tendopoli allestita all’interno di una fabbrica dismessa, l’Ex Set. L’intenzione è di limitare la permanenza a un massimo di 45 giorni, prima di procedere al trasferimento in un luogo più idoneo. I rifugiati si trovano tuttora nel capannone dell'Ex Set. Le condizioni di vita nella tendopoli sono indegne. Non ci sono porte e le finestre sono rotte. Escrementi di piccioni sono ovunque. In almeno un’occasione uno dei rifugiati è stato costretto a ricorrere alle cure di