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Il pensiero di un grazie su note jazz

Il pensiero di un grazie su note jazz, possibilmente, da un uomo qualunque:

"Vorrei ringraziare ancora una volta il re del jazz Herbie Hancock e sua moglie Gigi per avere percorso tutta la strada dagli Stati Uniti fin qui, nonostante i loro tanti impegni, per celebrare quest'occasione insieme con noi. Superando le numerose sfide della vita, Herbie ha creato dei pezzi musicali che in tutto il mondo smuovono i cuori delle persone. Ha lavorato molto duramente. Questo è qualcosa che tutti voi dovreste apprezzare. Vorrei congratularmi caldamente con lui ancora una volta per i 12 Grammy Awards che ha vinto durante la sua illustre carriera. Sono così felice ed orgoglioso di vedere un numero sempre maggiore di membri raggiungere meravigliosi risultati nei campi più diversi. Una delle migliori qualità di Herbie è il suo senso di gratitudine, una caratteristica propria di tutti gli individui ammirevoli. Coloro che mancano di gratitudine sono persone arroganti e corrotte. Negli 80 anni della mia vita, ho scoperto che questo è inffallibilmente vero. Una volta, durante un'esibizione nella sua giovinezza con il grande virtuoso del jazz Miles Davis (1926-91), Herbie racconta che egli suonò un accordo sbagliato. Proprio quando stava pensando che la musica era completamente rovinata, Davis istantaneamente cominciò a suonare qualcosa di così meraviglioso sopra l'accordo sbagliato che fece funzionare l'accordo in un modo nuovo, creando qualcosa di ancora migliore. Herbie si ricorda di quel momento con un sentimento di profondo apprezzamento per Davis. Applicando quest'esperienza alla vita, egli afferma che a volte quello che le persone considerano un fallimento o un errore è in realtà il materiale di partenza per la costruzione di una vita ancora migliore. Non lasciate che i vostri errori o i vostri problemi vi sconfiggano, utilizzando ogni cosa come un trampolino di lancio per la crescita, per un nuovo successo o una meravigliosa conquista, quest'atteggiamento è veramente raccomandabile. Con il profondo impegno a lasciare dietro di sé delle composizioni che esaltino la vita e la vittoria dello spirito umano e diano piacere a se stesso e agli altri, Herbie ha costruito la vita di cui gode ora. Facciamogli un altro applauso. Sono felicissimo, davvero felicissimo."

The Impossible: bel titolo!

Molti diranno che è strappalacrime, molti diranno che è romanzato, molti (come gli idioti che rideranno dall'inizio finchè la prima scena cruda li prenderà a schiaffi) diranno che è scontato. 

Poco importa. E' da vedere.
Ed è da vedere sul grande schermo, poichè è un'esperienza che raramente troviamo nel cinema (quello tecnico), che, con inquadrature splendide e dettagli che prendono a pugni nello stomaco riportano subito al titolo perfetto: cosa è impossibile?

E' impossibile pretendere che tutti tentino di sollevarsi un po' dal quotidiano? E' impossibile credere che anche i disastri possano lasciare possibilità alla fortuna? E' impossibile credere nelle persone? Nella tecnologia impugnata?

E' impossibile pretendere che il 2004 non sembri per tutti così lontano?!?

Il film apre con una data, ed il regista spinge lì, velocemente.

Escludendo qualche meraviglioso primo piano, non è un film che andrete a vedere per uscire dalla sala sorridendo. Neanche penserete ad un sacco di cose che un paio d'ore prima vi rimbalzavano in testa.

Il buon cinema prende, questo, aggiunge una doccia di umiltà e degli aspetti che non tutti coglieranno, e che per molti saranno ben più efficaci di reportage, documentari o messaggi di solidarietà confezionati coi lustrini.

E poi è fondamentalmente un film d'amore, ed è 14 Febbraio, quindi consigliato! ;)

Scrivere è anche questo... (Charles Warnke)

Esci con una ragazza che non legge: "Fallo, perchè una ragazza che legge conosce la sintassi. La letteratura le ha insegnato che i momenti di tenerezza si presentano ad intervalli sporadici ma riconoscibili, e che la vita non è piatta; lei sa ed esige, di conseguenza, che il fluire della vita venga con una corrente di delusione. Una ragazza che ha letto le regole della sintassi conosce le pause irregolari - l'esitazione in un respiro che vacilla - che affiancano la menzogna. Conosce la differenza tra un episodio di rabbia isolato e le abitudini che si afferrano a qualcuno il cui amaro cinismo continua, senza ragione e senza proposito, anche dopo che lei ha fatto le valigie e pronunciato un insicuro addio. E' chiaro che nella sua vita non saranno altro che punti di sospensione, non tappe, e per questo segue il suo cammino, perchè la sintassi le permette di riconoscere il ritmo e la cadenza di una vita ben vissuta."

Eeehhhh...BAM! Scrivere è anche questo.

Charles Warnke lo scrive in spagnolo, e così lo riporterò qui, ed a seguire una o più traduzioni, come e quando potrò... perchè alla fine non leggo tanto, e non scrivo abbastanza. E' una lettura consigliatissima. Per pochi... pochi, pochi.

A voi, per una vita ben vissuta.

V.
SAL CON UNA CHICA QUE NO LEE

Sal con una chica que no lee. Encuéntrala en medio de la fastidiosa mugre de un bar del medio oeste. Encuéntrala en medio del humo, del sudor de borracho y de las luces multicolores de una discoteca de lujo. Donde la encuentres, descúbrela sonriendo y asegúrate de que la sonrisa permanezca incluso cuando su interlocutor le haya quitado la mirada. Cautívala con trivialidades poco sentimentales; usa las típicas frases de conquista y ríe para tus adentros. Sácala a la calle cuando los bares y las discotecas hayan dado por concluida la velada; ignora el peso de la fatiga. Bésala bajo la lluvia y deja que la tenue luz de un farol de la calle los ilumine, así como has visto que ocurre en las películas. Haz un comentario sobre el poco significado que todo eso tiene. Llévatela a tu apartamento y despáchala luego de hacerle el amor. Tíratela.
Deja que la especie de contrato que sin darte cuenta has celebrado con ella se convierta poco a poco, incómodamente, en una relación. Descubre intereses y gustos comunes como el sushi o la música country, y construye un muro impenetrable alrededor de ellos. Haz del espacio común un espacio sagrado y regresa a él cada vez que el aire se torne pesado o las veladas parezcan demasiado largas. Háblale de cosas sin importancia y piensa poco. Deja que pasen los meses sin que te des cuenta. Proponle que se mude a vivir contigo y déjala que decore. Peléale por cosas insignificantes como que la maldita cortina de la ducha debe permanecer cerrada para que no se llene de ese maldito moho. Deja que pase un año sin que te des cuenta. Comienza a darte cuenta.
Concluye que probablemente deberían casarse porque de lo contrario habrías perdido mucho tiempo de tu vida. Invítala a cenar a un restaurante que se salga de tu presupuesto en el piso cuarenta y cinco de un edificio y asegúrate de que tenga una vista hermosa de la ciudad. Tímidamente pídele al mesero que le traiga la copa de champaña con el modesto anillo adentro. Apenas se dé cuenta, proponle matrimonio con todo el entusiasmo y la sinceridad de los que puedas hacer acopio. No te preocupes si sientes que tu corazón está a punto de atravesarte el pecho, y si no sientes nada, tampoco le des mucha importancia. Si hay aplausos, deja que terminen. Si llora, sonríe como si nunca hubieras estado tan feliz, y si no lo hace, igual sonríe.
Deja que pasen los años sin que te des cuenta. Construye una carrera en vez de conseguir un trabajo. Compra una casa y ten dos hermosos hijos. Trata de criarlos bien. Falla a menudo. Cae en una aburrida indiferencia y luego en una tristeza de la misma naturaleza. Sufre la típica crisis de los cincuenta. Envejece. Sorpréndete por tu falta de logros. En ocasiones siéntete satisfecho pero vacío y etéreo la mayor parte del tiempo. Durante las caminatas, ten la sensación de que nunca vas regresar, o de que el viento puede llevarte consigo. Contrae una enfermedad terminal. Muere, pero solo después de haberte dado cuenta de que la chica que no lee jamás hizo vibrar tu corazón con una pasión que tuviera significado; que nadie va a contar la historia de sus vidas, y que ella también morirá arrepentida porque nada provino nunca de su capacidad de amar.
Haz todas estas cosas, maldita sea, porque no hay nada peor que una chica que lee. Hazlo, te digo, porque una vida en el purgatorio es mejor que una en el infierno. Hazlo porque una chica que lee posee un vocabulario capaz de describir el descontento de una vida insatisfecha. Un vocabulario que analiza la belleza innata del mundo y la convierte en una alcanzable necesidad, en vez de algo maravilloso pero extraño a ti. Una chica que lee hace alarde de un vocabulario que puede identificar lo espacioso y desalmado de la retórica de quien no puede amarla, y la inarticulación causada por el desespero del que la ama en demasía. Un vocabulario, maldita sea, que hace de mi sofística vacía un truco barato.
Hazlo porque la chica que lee entiende de sintaxis. La literatura le ha enseñado que los momentos de ternura llegan en intervalos esporádicos pero predecibles y que la vida no es plana. Sabe y exige, como corresponde, que el flujo de la vida venga con una corriente de decepción. Una chica que ha leído sobre las reglas de la sintaxis conoce las pausas irregulares –la vacilación en la respiración– que acompañan a la mentira. Sabe cuál es la diferencia entre un episodio de rabia aislado y los hábitos a los que se aferra alguien cuyo amargo cinismo countinuará, sin razón y sin propósito, después de que ella haya empacado sus maletas y pronunciado un inseguro adiós. Tiene claro que en su vida no seré más que unos puntos suspensivos y no una etapa, y por eso sigue su camino, porque la sintaxis le permite reconocer el ritmo y la cadencia de una vida bien vivida.
Sal con una chica que no lee porque la que sí lo hace sabe de la importancia de la trama y puede rastrear los límites del prólogo y los agudos picos del clímax; los siente en la piel. Será paciente en caso de que haya pausas o intermedios, e intentará acelerar el desenlace. Pero sobre todo, la chica que lee conoce el inevitable significado de un final y se siente cómoda en ellos, pues se ha despedido ya de miles de héroes con apenas una pizca de tristeza.
No salgas con una chica que lee porque ellas han aprendido a contar historias. Tú con la Joyce, con la Nabokov, con la Woolf; tú en una biblioteca, o parado en la estación del metro, tal vez sentado en la mesa de la esquina de un café, o mirando por la ventana de tu cuarto. Tú, el que me ha hecho la vida tan difícil. La lectora se ha convertido en una espectadora más de su vida y la ha llenado de significado. Insiste en que la narrativa de su historia es magnífica, variada, completa; en que los personajes secundarios son coloridos y el estilo atrevido. Tú, la chica que lee, me hace querer ser todo lo que no soy. Pero soy débil y te fallaré porque tú has soñado, como corresponde, con alguien mejor que yo y no aceptarás la vida que te describí al comienzo de este escrito. No te resignarás a vivir sin pasión, sin perfección, a llevar una vida que no sea digna de ser narrada. Por eso, largo de aquí, chica que lee; coge el siguiente tren que te lleve al sur y llévate a tu Hemingway contigo. Te odio, de verdad te odio.