The Paper Fortress

Il consiglio del giorno è quello di provare il sound dell'ultimo lavoretto di un amico, ch'egli stesso ha lanciato oggi, da Facebook, verso i meandri digitali del web.

Lui ancora non lo sa ma, per qualche motivo, per quei meccanismi che solo la musica può innescare, mi ha riportato a tanti anni fa, a quei giorni in cui, per semplice tentativo, davo in pasto all'impianto stereo uno dei vinili di mio padre, come quelli incisi per un certo Alan Parson, ed ignoravo cosa fossero...
(Tanto che li piazzavo per poi giocare a Turrican II, sulla mia Amiga, opportunamente modificata, da bravo nerd in fasce).

Non è un consiglio dal facile mercato, se avete un po' d'amore per il genere è da ascoltare, da ri-ascoltare se vi piace la ricerca musicale...

A me il risultato piace.

Da nostalgico ed affezionato a certi sound, finalmente mi godo una versione tutta mia di quello che per molti è... l'effetto Sanremo! ;)

A voi: "The Paper Fortress" - [Stefano Cangialosi]

Link: https://soundcloud.com/user1388721/the-paper-fortress


Bari 28/29-10-2107 - Seminario di Wing Chun con Sifu Mario Lopez.


Il primo seminario a Bari con Sifu Mario Lopez si è concluso con grande successo, è disponibile un album di foto sul mio profilo Facebook, al seguente link: Primo seminario di Sifu Mario Lopez a Bari.

TEDx Taranto - Sulle nuvole viaggiano le idee...

Giulia Innocenzi intervista il direttore artistico dell'evento.

"Ideas worth spreading".
Sono le parole che racchiudono i principi del marchio TED, un acronimo molto famoso che, se non conoscete, meriterebbe una piccola ricerca: troverete tantissime pagine, più o meno ufficali, che spiegano in dettaglio cos'è esattamente il TED ... e poi vi si aprirà un mondo di contenuti che viaggiano tra i mondi "Technology Entertainment Design".

In questo caso trattavasi di un evento indipendente, legato al già citato format, organizzato da un gruppo di giovanissimi pugliesi che, armati di una passione per la cultura davvero sorprendente, hanno invitato professionisti ed attivisti di diversi settori a divulgare scienza, arte, sport, idee, studi su nuove tecnologie e progetti umanitari.


Hanno aperto l'evento il bravissimo musicista Marco Schnabl (di cui sono immediatamente diventato fan), con una splendida performance (link al suo ultimo lavoro), e l'atleta Cristian Ceich (speech link), campione di deltaplano, con uno speech che ci ha portati ad alta quota, tra i giochi delle aquile e... fin da subito un po' più vicini alle nuvole, tema portante dell'evento.

Brano dedicato a Mattia, uno degli organizzatori, scomparso poco prima dell'evento.

Nel corso dell'evento si sono susseguiti tanti nomi, che vi invito a scoprire sul sito ufficiale (http://www.tedxtaranto.it/), ed è stato bellissimo seguirli in quanto non "solo" profili professionali di spessore, ma anche persone piacevolissime che, in quella sede, erano volontari, tutti attivati dalla passione per la divulgazione.

La simpaticissima Giulia Innocenzi ha condotto un vero e proprio viaggetto in comitiva tra scienza, arte, sport, tecnologia e reportage... In cui non sono mancati buona musica, laser show, racconti di guerra, storie di scoperte e battute divertenti... Con questo format era un primo giro di prova, per la città di Taranto, ed il risultato è stato eccellente.

Coinvolgente l'esperienza con "radio no borders" riportata da Davide Agnolazza (speech link), interessantissimi gli speech di Arti Ahluwalia (speech link) ed Elisabetta Bissaldi (speech link), coinvolgenti le presentazioni di Fabio Cerino (speech link)  e Fabio D'Aniello (speech link)...



...Ma, uno su tutti è stato (per me) commovente, letteralmente: Stefano Schirato (fotografo) ha presentato una selezione di scatti e riportato, a parole, parte di ciò che ha vissuto facendo reportage (speech link). Credo che, tra scatti e parole, quelle sensazioni siano scese dal palco sedendosi tra la gente, un'altra esperienza bellissima. Felice di avergli stretto la mano.

Così altri speakers, come Griziotti (speech link) e Pallante, hanno contribuito e mantenuto interessante l'evento, che è poi giunto a chiusura con l'eccellente lavoro di Paolo Troilo (link) e la bellissima voce di Erica Mou.


È stato il mio primo TEDx, è stato un evento diverso, in una città diversa, in un semplice teatro ma con dei protagonisti diversi.
Quando il diverso è bello, quando è meglio.... porta entusiasmo, voglia di fare, innovazione.
Da pugliese, da attivista e da supporter... spero che queste diversità abbraccino tutta Taranto, prima o poi, spero che da quell'abbraccio escano pian piano una comunità ed una città... "diverse", con il loro potenziale in piena luce, come lo è stato per le poche ore nel teatro Tatá.

V.

Gli organizzatori dell'evento.


Smartphones: da Samsung ad LG a OnePlus - Il potenziale di Android per la mobile photography.


Voglio lanciare un feedback che in molti hanno chiesto (e che ho già espresso più volte "live" ma, quando rispondo a voce, boh... dalle mie parti direbbero: "non tanto mi sentono"...).

Premessa:
Ho iniziato a sperimentare con la mobile photography impugnando un Samsung Note 2 (da cui riporto in galleria giusto uno o due scatti), che ho tenuto molto poco poichè trattavasi di dispositivo stracolmo di bloatware ed eccessivamente caro, subito sostituito con un LG G2 (dispositivo fantastico! Uno dei migliori rapporti qualità/prezzo di sempre, da cui riporto diversi scatti in galleria). Poi, quando quest'ultimo ha iniziato ad arrancare, sentendo sempre più la necessità di un dispositivo reattivo, ho deciso per l'upgrade affidandomi a OnePlus (altra scelta "da tecnico", non modaiola, che ha visto una parte decisiva giocata dal sensore implementato, di casa Sony).

Never settle!
Con quest'ultimo dispositivo (da cui riporto parecchi scatti in galleria) la questione inizia a farsi davvero seria: con i files ottenuti dal OnePlus ho stampato un fotolibro di formato medio e la resa finale (su carta ad uso professionale) mi ha veramente sorpreso!

Non faccio una "long-term review", per quella mancherebbero sia la voglia che il senso, dato il recentissimo lancio sul mercato del modello 5; mi limito a confermare il livello di soddisfazione dopo aver scelto OnePlus (Modello 3t, di cui ho scritto QUI) ed a fare un post, veloce veloce, tanto che di fatto sta per terminare, lasciandovi in coda il link alla galleria di scatti.

Sono molto curioso di seguire gli sviluppi della prossima generazione (le premesse sono entusiasmanti), proverò a mantenere aggiornata sia la raccolta che il/i post riguardanti la mobile photography (tempo... e risorse per gli upgrades permettendo) e, come sempre, se vi vien voglia di scambiare pareri... scrivete pure! ;)



Dunkirk, di Christopher Nolan: ne vale la pena?


È difficile da guardare, difficile da sopportare, difficile da commentare e, sicuramente, anche difficile da realizzare (leggere "impopolare").

Dunkirk è un film difficile, a tratti "insopportabile"... Insomma: un capolavoro.

Io forse... potrei essere di parte (se vi manca un pezzo, QUI è dove mi schiero con Interstellar), ma credo che Nolan ci offra ancora una lezione di Cinema: non si scomoda troppo a raccogliere lo spettatore per guidarlo manina nella mano verso una storia, semplicemente lo lancia in due ore di cruda rappresentazione.

Niente storielle quotidiane alla Pearl Harbor, niente trip alla Apocalypse Now, niente esaltazioni alla Bastardi senza gloria. "Solo la guerra".

In effetti... La guerra non deve piacere e ci vuole un certo coraggio a tradurla in entertainment; e ce ne vuole ancora di più se non vuoi divertire.

Ma cos'è la guerra se non angoscia, anonimato ed attese tra episodi di morte... ?
Questi gli aspetti che vengono raccolti come arsenale da regia e mantenuti incessanti: con la colonna sonora (che è più un intero colonnato, data l'imposizione), con la spersonalizzazione dell'uomo e del soldato, con i momenti di paura, noia, speranza e follia che caratterizzano il tempo quando questo rallenta.

Che Nolan non sia per tutti lo si sapeva già... Con Dunkirk, amerete oppure odierete (ma tanto!) la maestria nella realizzazione di un bellissimo non-film (non per come lo intendono ed aspettano la maggior parte degli spettatori almeno).

Non avrete la curiosità di Memento, né la magia calcolata di The Prestige; niente eroi de Il cavaliere oscuro, non l'originalità di Inception né l'avventura di Interstellar. Avrete solo la guerra, vista da un evento per noi lontano, che conosciamo poco.

È talmente ben fatto che scrivere "consigliato" è una scelta impopolare.
Assolutamente da vedere.

V.

Un pezzettino di storia per i cittadini del web... (ma non solo).


Un mattoncino di materia formatasi da denuncia ed ironia, con cui l'autore cerca di migliorare web e società: arriverà il giorno in cui il web si riequlibrerà, forse... "ma non è questo il giorno!" (evidentemente, direi).

"Il manuale illustrato dell'idiota digitale" è un libro che l'autore ha realizzato a valle di un lodevole lavoro d'indagine ed interrogazione... non solo come attivista nel debunking, ma anche e soprattutto come cittadino modello, mosca bianca in un ampio contesto, in cui fact-cheking ed informazione sono fin troppo spesso vissuti con superficialità, pressapochismo e, talvolta, malafede.

Consigliatissimo come lettura divertente, come perla per la collezione di fumetti e/o frammenti della storia digitale, come spunto per parecchie riflessioni e come modo per supportare un valido autore ed, appunto, cittadino.

Bravo Diegozilla!

Il paradosso?
Coloro che più trarrebbero beneficio dalla lettura... con tutta probabilità non lo leggeranno/capirebbero mai.

Il libro lo trovate cliccando qui!

E vi consiglio anche di seguire il fantastico blog dell'autore, raggiungibile al seguente indirizzo: http://www.diegozilla.com/

Il balzo della fede di Altair

Visto che i suoi fan crescono in numero... ecco, qui di seguito, la ripresa ravvicinata e ben dettagliata dell'ultima visita di Altair, il mio amichevole falco di quartiere!

(Altri video e foto nel post a QUESTO link)



Daniele Celona - Piano & Di Brino - Live in Taranto


200 i Km a questo giro, di nuovo per una serata in compagnia delle emozioni urlate, dei falsetti, degli strumenti e dei compagni (tutti) di Daniele Celona.


Una vera chicca, quest'ultima a Taranto: l'ennesimo regalo ai fan da parte dell'artista, e del suo fido compagno Di Brino.



Che viaggiano tanto... lo si capisce dagli echi delle peripezie, lo si noterebbe poco dall'esibizione poiché, come tutti prima o poi affermano: Celona, dal vivo... spacca!
(E come sempre, anche il profilo artistico di chi lo affianca è subito evidente.)


Così, con Celona, un piano, Di Brino ed un camino... si è in breve configurata la nuova combo per collezionisti di alternative rock, di musica live eseguita a dovere, di cantautorato raro, di emozioni... E di traghetti! :)


È vero: rimarrò sempre un po' di parte, Daniele rappresenta un mix che mi ha colpito dalle prime strofe.
Quello di ieri sera però... è stato uno spettacolo superiore, veramente difficile da descrivere: una serata di Musica per quei nodi in in gola che non si scioglieranno mai, con la dose di umiltà che, purtroppo, è riservata a pochi.


Non ho fatto in tempo ad afferrare una copia di "Fiori e Demoni" da aggiungere alla collezione, son volate tutte via subito, ma almeno ho concluso in bellezza con foto ricordo in compagnia del duo e di alcuni dei fantastici ragazzacci riuniti!


Alla prossima, ragazzi... e che sia presto!


Altri post su Daniele Celona:
- Daniele Celona - Live @ Dock's 101 (Locorotondo)
- Daniele Celona - Dalla Guerra Alla Luna

Link ai dischi su Amazon:

Smartphone Android: prime impressioni su OnePlus3t (A3003)



Di anteprime, recensioni, unboxing, test, benchmark... ne trovate fin troppi in rete, tutti con foto e video, quindi non sarà una recensione tecnica; userò questo post per lanciare in rete giusto qualche considerazione personale che, come spero abbiate intuito, riguarda l'ultima scelta hi-tech che sto testando da un paio di settimane tra casa, lavoro e...  gita a Bologna!

Considerando la mia passione per l'hi-tech e gli ambiti in cui lavoro... si può dire che mi sono affacciato parecchio tardi sull'universo degli smartphone, ma c'erano diverse ragioni: detesto parlare al telefono, avevo esperienze estremamente negative da altri device del mondo mobile ed avevo sicuramente delle condizioni economiche peggiori.

La prima esperienza con un telefono android fu con il Samsung Note 2, ero tanto entusiasta di hardware e software... quanto seccato dal bloatware e da alcune "castrazioni" imposte dalla casa madre.
Infatti... dopo un annetto o poco più ho venduto il Note 2 e sono passato al G2 (LG): un piccolo miracolo di elettronica.
G2 mi ha accompagnato per circa tre anni, e l'ho lasciato davvero a malincuore, funzionava perfettamente ma per qualche motivo il modulo Wi-Fi aveva iniziato a fare scherzetti e non ne potevo fare a meno.

Ecco così che nei primi giorni dell'anno ho ordinato un OnePlus 3t, certamente non una scelta da fanatico di smartphone ma mossa sempre dalla solita passione per l'hi-tech, da tanta curiosità e, onestamente, anche da un bel po' di fiducia.


Prime impressioni sull'azienda

Pro:
  • Presentazione del prodotto eccellente;
  • Procedure di registrazione a sito e community, acquisto del prodotto e gestione dell'ordine estremamente semplici e chiare;
  • Tempi di consegna del prodotto inferiori alle previsioni (comunque accettabilissime: 10gg).

Contro:
  • Il prezzo degli accessori proposti - Cavi e caricatori dash-charge sono un piccolo investimento anche se c'è da dire che, valutando quelli forniti in dotazione, sono veramente ben fatti e, pur se non essenziali, molto molto comodi. Volendo assicurarmi di avere un cavetto di back-up da utilizzare con i vari caricatori distribuiti tra casa/auto/ufficio, ma non volendo spendere un patrimonio... ho provveduto con un kit da 4pz. della Orzly che sto testando da un paio di settimane collegando i cavi a vecchi caricatori a 2A, a PC ed a caricatori recenti a 3A/Quickcharge 3.0: al momento sono soddisfatto, sembrano più che buoni ed ovviamente sono totalmente compatibili e sicuri, oltre che convenienti (link affiliato qui). Le custodie non ho avuto modo di provarle, mi son sembrate belle esteticamente ma decisamente care quindi mi sono procurato una Spigen ("Rugged Armor / Impressionate black") tramite offerta Amazon e già che ci sono ve la consiglio poichè molto bella e con qualità e livello di protezione eccellenti: la trovate QUI.
  • Supporto della community - Quello della community ufficiale italiana è relativamente utile, almeno al momento, dato che per ogni dubbio ci si perde tra messaggi di utenti poco pratici (con l'hi-tech, ma anche con la grammatica). Non un problema rilevante se si è smanettoni, se si sa bazzicare su web e forum (magri anche stranieri), del resto l'impressione è che questa debolezza sia provvisoria, oltre che del tutto prevedibile.


Prime impressioni sul prodotto
  • Packaging e qualità costruttiva - La confezione è perfetta: robusta, elegante e minimalista; contenente la documentazione di base, caricatore con cavo (e fermacavo) dash-charge, attrezzo per far fuoriuscire il vano sim/micro-sd ed ovviamente il telefono, con uno screen protector già applicato. Il design è davvero degno di nota, semplice ed elegante, sia i tasti a pressione che lo slider restituiscono un feedback molto piacevole e sensazione di robustezza.
    Nota di lode per lo screen-protector in dotazione: ottimo, essendo già applicato non ho potuto valutarne flessibilità/robustezza ma nell'uso quotidiano sembra abbastanza resistente a graffi e sporco.
  • Processore / Prestazioni / Autonomia - Il dispositivo è estremamente reattivo, una scheggia, lo Snapdragon 821 si esprime veramente bene su tutti i fronti e le prestazioni non vengono mai a compromessi con le temperature, utilizzato di continuo per ogni genere di applicazione non ho mai sentito la scocca scaldarsi in maniera rilevante. L'autonomia è sensazionale (da valutarne il decadimento nel tempo ma sono ottimista), facendoci di tutto arrivo tranquillamente a coprire tutta la giornata, e quando raramente non ci riesco... la dash-charge è un'invenzione spettacolare!
  • Display/Form Factor/Ergonomia - Lo schermo, un AMOLED Full-HD, è di qualità decisamente elevata, le immagini restituite risultano sempre estremamente dettagliate e luminose, ben contrastate, dai colori bilanciati e brillanti. Il display è anche enorme (con 5.5" siamo al limite per me), ma il design complessivo non ostacola mai una buona impugnatura, io ho una mano di dimensioni medie ed il phablet più simile che ho avuto (Samsung Note 2) lo ricordo molto meno comodo. Con la custodia Spigen la differenza è minima, ininfluente sull'utilizzo pratico che, per molti, potrebbe risultare anche più ostile a causa dei materiali della scocca, bellissima nel color canna di fucile, ma con carenza di grip (come la maggior parte dei device simili). Molto comodo il psizionamento del tasto home (che include un infallibile sensore biometrico) ed anche quello dei tasti volume che, in modalità fotocamera, fungono da pulsante di scatto.
  • Audio - Non il cavallo di battaglia del modello in questione ma mai scarso: sempre chiaro durante chiamate, filmati, musica... avere un sistema stereo sarebbe stato perfetto.
  • Fotocamere - I sensori installati sono la prima caratteristica che mi ha fatto scegliere questo modello... si, sono un po' fanboy della Sony ma questo modulo IMX298 è davvero fantastico, a fondopagina troverete delle foto (con dei ritocchi, davvero minimi ma lo dico per dovere di cronaca). Giocandoci un po' mi son reso conto immediatamente di una cosa: il G2 che ho mandato in pensione era un miracolo tecnologico, regge ancora oggi il confronto in maniera eccellente. Questo... offre 16 Megapixel con un rapporto tra livello di dettaglio e rumore veramente ottimo (continuo a chiedermi il perchè dell'hdr automatico impostato come default), mentre ci sono ancora in vendita dispositivi ben più cari che restituiscono immagini del tutto impastate e poco fedeli. L'autofocus non è da record ma è molto veloce e preciso, la modalità manuale divertentissima (anche se penso la userò poco, sia perchè ne abuso sulle mirrorless, sia per la bontà degli automatismi), i controlli comodi e precisi. E non da meno è la fotocamera frontale: anche su questa, infatti, c'è un sensore da 16 Megapixel! Quest'ultimo è di casa Samsung, appena ho tempo vorrei fare un confronto tra i due (se ricordo bene ci sono differenze come il tipo stabilizzazione, dimensione pixel, sistema autofocus ed altri tecnicismi...) ma già da subito ho notato che anche la qualità dei selfie è stata portata su un livello qualitativo eccellente. 
  • Software - Per la maggior parte degli utenti non smanettoni di Android... siamo vicini alla perfezione: così come lo si riceve (Android 6 / Marshmallow) è pulito, incredibilmente reattivo, intuitivo, comodo poichè con quasi tutto ciò che serve di base... e senza l'odiosissimo bloatware a cui fin troppo spesso si è costretti. L'unica "cosa in più" che ci si trova installata è l'app di collegamento alla community ufficiale Oneplus, praticamente un forum per gli utenti. Per gli smanettoni di Android... beh, non ho tempo per giocarci e fare test vari ma risulta uno dei telefoni più indicati/divertenti per il modding! - NB: mi riservo eventuali aggiornamenti sul punto se/quando aggiornerò verso Nougat.
  • Rapporto qualità/prezzo - Vi danno un top di gamma a 439.00 spedito (primo prezzo di lancio sul mercato), assicurato, garantito e con possibilità di reso se insoddisfatti... serve scrivere altro?

Solo pregi??!? Beh... no, ad essere proprio pignoli:

  • Necessità di munirsi dei "cavi giusti" - Intendo quindi quelli della casa madre... oppure bisogna essere accurati nella scelta di cavi del tipo "Benson Leung approved", ovvero affidabili e sicuri per il caricatore/PC a cui vien collegato il dispositivo (poichè muniti di un resistore di 56k-Ohm - stesso discorso per gli adattatori da USB micro ad USB Type-C), l'alternativa è rischiare un bel danno;
  • Lato community - Qui ci sono un po' di carenze, come già anticipato, un problema su tutti è la confusione, come quella per l'aggiornamento ad Android N (Nougat / 7.0): un po' tutti gli utenti han faticato a capirne effettivi pro/contro;
  • Qualche scelta opinabile sui settaggi di default - Nulla di grave (e non escludo che siano risolvibili in aggiornamento e/o con app/launcher dedicati). A titolo di esempio, quello che mi piace meno riguarda la fotocamera, che si apre con l'HDR impostato in automatico; se non voglio usarlo devo fare tap sulla funzione prima di scattare... mi lascia perplesso il fatto che non venga però mantenuto il settaggio in maniera permanente, non si capisce bene quando/perchè, ma ad un certo punto il software lo reimposta. Fortunatamene la funzione ha una voce di abilitazione sovraimpressa nella modalità camera, quindi non c'è da avventurarsi nei menu prima di ogni scatto).


Quindi... consigliatissimo! Senza pensarci due volte! Come sempre potete contattarmi se avete qualche curiosità, e... si, ripeto in risposta a molti: questo telefono #falefotobelle.

A voi qualche esempio a seguire:


Scatto al volo alla piazza, subito prima di visitare "le sette chiese"
Vista laterale della piazza, terminando la visita alle "sette chiese" di Bologna.
Paesaggio urbano con lensflares e skaters al tramonto.
Albero millenario a Molfetta (Bari)

ROGUE ONE - A STAR WARS STORY

Che cos'è Rogue One?
È uno spin-off della saga di Star Wars che si colloca tra gli episodi coi numeretti  più bassi, ma usciti dopo, e quelli coi numeretti più alti, però usciti prima.

Un sorridente manipolo di fan pronti alla visione della versione in lingua originale!

Facciamo uno schemino semplice semplice:

Prima Trilogia (prodotta dopo, nel 1999)
-Episodio I - La minaccia fantasma
-Episodio II - L'attacco dei cloni
-Episodio III - La vendetta dei Sith

Spin-off - Rogue One: a star wars story (2016)

Seconda Trilogia (prodotta prima, nel 1977)
-Episodio IV - Una nuova speranza
-Episodio V - L'impero colpisce ancora
-Episodio VI - Il ritorno dello Jedi

Terza Trilogia (in corso, iniziata nel 2015)
-Episodio VII - Il risveglio della forza
-Episodio VIII - Gli ultimi Jedi

I mezzi presentati sono una gioia per gli occhi!

Non è semplice parlare di Rogue One...

Non avrei MAI creduto, in passato, che mi sarei ritrovato a guardare uno... spin-off-non-spin-off.... di Star Wars, che:

-Sarebbe stato prodotto da Disney...

-Avrebbe in parte disconosciuto l'operato di George Lucas...

-Avrebbe intimato a Williams: "Hey, Johnny, dunque... a sto giro devi cercare di non farti riconoscere dai fan, ti farai chiamare Michael G."...

-Avrebbe avuto un format del tutto diverso da quello di sette capitoli "precedenti", spalmati in un quarantennio di produzione...

-Avrebbe coinvolto nel cast Forest Withaker (che mi stupì con "Ghost Dog", nel '99), Donnie Yen (che mi ha fatto divertire in "Ip Man"), Mads Mikkelsen (che mi è piaciuto parecchio in "Hannibal") nonchè la controfigura digitale della giovane Carrie Fisher...

Non sarebbe stato stracolmo di sciabolate laser e di Jedi/Sith che si... sforzano... (Dannazione, Withaker era perfetto con l'Hagakure*...)

*(L'Hagakure - il codice del samurai - è un antico testo di Yamamoto Tsunetomo a cui è in parte dedicato il film "Ghost Dog", il cui protagonista, un giovane Whitaker, prova a farsi strada a colpi di onore, pugni, katana e citazioni.)

Già... perchè Rogue One, con l'ormai stracitato pensiero de "le ribellioni si fondano sulla speranza", è più un fan-movie sulla forza... che un film su LA forza.

Infatti, uno che dell'unverso Lucasfilm non ne sa nulla... può comunque guardare il film, e noterà in ogni caso che, si, c'è qualcosa che circonda e penetra eventi, azioni, scelte, personaggi... che tiene unite le cose e manda avanti l'universo tutto... ma per questi, che nulla conosce delle vie della Forza, molto probabilmente, si tratterà semplicemente di una gran botta di culo.

A dirla tutta, anche Rogue One gioca sul campo della nostalgia,  per certi versi anche più di quanto abbia fatto "Il risveglio della forza": lo fa ponendosi come liaison perfetta (tra prima e seconda trilogia) e come regalo ai fan di quell'universo (regalo prodotto, evidentemente, da una generazione di fan) che è al contempo concentrazione ed espansione di quello stesso universo.

Da una parte...
Non ci saranno colpi di scena epocali o scoperte sensazionali per i fan della saga, chi ama l'universo saprà già abbastanza sulla missione che porta l'alleanza ribelle ad impossessarsi dei piani della Morte Nera (l'arma suprema dell'Impero, appena intravista nei primi tre episodi ed elemento portante della seconda trilogia).

D'altra parte...
Vengono introdotti sul grandeschermo una serie di elementi che potrebbero essere le basi di un'espansione dell'universo stesso, potenzialmente infinito e meraviglioso: è così che, ad esempio, vengono ufficialmente presentati agli spettatori i Cristalli Kyber, i Tempi Jedi con i loro guardiani e la fortezza di Darth Vader.

Il film è un'esperienza cinematografica abbastanza particolare per i fan, un susseguirsi di differenze-non-differenze che riportano all'infanzia, fanno sognare, entusiasmano, intristiscono.

Queste "non-differenze" sono un po' la chiave per la comprensione (e la riuscita) del titolo; ci troveremo, ad esempio, fin da subito immersi in un universo familiare ma... solo grazie a carrellate, colpi di regia ed oggetti di scena, non ci saranno infatti I titoli e la solita soundtrack; finanche ritroveremo volti noti ma... saranno prodotti della CGI con presenze fugaci che non accompagneranno gli eventi... e via così, con continue iniezioni di chicche nostalgiche, a mio parere molto ben gestite.

La storia è ambientata in un momento in cui l'universo di Star Wars vive l'apice dell'oscurantismo, il che dà un senso a quell'anonimato in cui si sono sempre celate le vicende del film (anche se si tratta di vicende che regolerenno, poi, gli eventi futuri di tutta la galassia...) ed anche per questo calzano bene "eroi" atipici, improvvisati, che non conoscono le vie della forza ma solo come stringere i denti ed affrontare guerriglie.

La realizzazione tecnica è grandiosa, mi è piaciuto quasi tutto del film, in particolare ho trovato il lavoro su mezzi e navi davvero degno di lode, oltre a vedere qualche magnifica new entry per caratterizzazione di personaggi e titolo, durante la visione ritroviamo la maestosità dei mezzi che ci han sempre fatto sognare: enormi camminatori AT-AT con nuove declinazioni di colori e dettagli ripresi in inquadrature spettacolari, gli incrociatori, la flotta ribelle, i caccia x-wing con le controparti imperiali e tantissimo altro...

Il film, tanto bello quanto malinconico, non è certo un film per non-fan, si può guardare senza conoscere l'universo di Lucas ma non ha molto senso farlo... già con tutto il resto in testa (e nel cuore) è difficile discuterne.

Molto bella l'idea di schierare in maniera un po' meno netta e precisa le "pedine del bene o del male", si ha la percezione di una dualità più complessa, di come l'universo in evoluzione si aggrovigli e LA FORZA si avvicini ad una sorta di concetto Yin/Yang.

Per quanto sia un capitolo con molta meno politica... non mancano frecciatine e spunti di riflessione, tra le cose che ho gradito meno c'è la forzatura di alcuni parallelismi con vicende più... terrestri: uno su tutti l'assalto alle truppe in perfetta strategia terroristica, con personaggi/location (finanche musica!) arabeggianti.

Alla fine, come sperato e previsto, è stato fichissimo andare al cinema (con cugini ed amici al seguito, ovviamente); per realizzazione tecnica, immersione nell'universo Lucas e chicche varie sparse per tutto il film... non posso fare che consigliarne la visione!

May the force be with you!

Scatti pugliesi e test Sony SEL55F18Z + Sony A5100

A seguire una piccola serie di scatti, senza pretese, rubati giocando un po' con il meraviglioso Sony 55mm f1.8 Zeiss Sonnar T* (SEL55F18Z).

La lente nasce per fotocamere full frame (solitamente la uso con una Sony A7II), ma ho voluto sperimentare e divertirmi un po' testandone la resa su un corpo camera con sensore APS-C, la Sony A5100, di cui ho già scritto parecchio nella recensione pubblicata sul portale "The Smart Revolution" (link all'articolo: http://www.thesmartrevolution.it/2016/07/21/scelta-sony-a5100-ilce%c2%ada5100/ ) e linkata anche qui sul blog, tra i post di fotografia.

La lente è famosa per essere uno dei migliori gioiellini moderni targati Zeiss di casa Sony (nonchè una delle lenti con maggior risolvenza e minor distorsione in tutta la gamma E-mount di Sony); la "macchinetta" è invece famosa per unire le caratteristiche estremamente evolute di un'ottima fotocamera a lente intercambiabile (molte delle quali ereditate dalla A6000) ad un corpo da ultracompatta.

Una lente di alto livello innestata su un corpo entry-level è apparentemente una combinazione improbabile.... ma ha un suo perchè; sempre più fotografi, sia professionisti che non, scelgono infatti di affiancare un secondo corpo con sensore APS-C alla loro fotocamera Full Frame (per dettagli sui tecnicismi vi rimando alla recensione già linkata) e le ragioni di una scelta del genere possono essere diverse, tra le quali:
  • La possibilità di ottenere, con le stesse ottiche che già si possiedono, l'equivalente di una lunghezza focale extra in termini di angolo di campo/scena ripresa (il crop factor del sensore "ridotto" diventa in pratica un fattore di zoom); in casa Sony si parla di un fattore di 1.5, di conseguenza, un 55mm come quello in discussione restituirà una ripresa equivalente a quella di una lente avente lunghezza focale di 82.5mm su Full Frame (55 x 1.5).
  • Avere due corpi con lenti diverse già innestate in borsa per evitare di cambiare lente mentre si è in giro; cambiare lente è infatti una procedura che può esporre l'attrezzatura ad infiltrazioni di polvere e/o altro ed una scelta operativa non sempre comoda, specialmente se si hanno tempi stretti o se la necessità di lenti diverse da quella già innestata è ridotta al minimo.
(Si, ci sarebbero le lenti zoom per la versatilità, ma chi mastica un po' di fotografia sa bene che gli zoom con qualità paragonabile alle lenti "fisse" sono pochi, ed estremamente costosi. Un secondo corpo è spesso una scelta saggia che consente di contenere il budget.)
  • La possibilità di avvalersi di funzioni specifiche, presenti solo sul secondo corpo camera.
  • La possibilità di avere, con una spesa ridotta, un secondo corpo di back-up.

Passiamo alle immagini...

A seguire qualche immagine rubata a Castellana Grotte (Bari):

Un esempio della tridimensionalità resa e della qualità dello sfocato.
La lunghezza focale non è delle più comode, tuttavia ci si può abituare per usarla in diversi modi con un po' di pazienza e creatività...
L'accoppiata è in grado di restituire un sorprendente insieme di dettagli, senso di profondità, bokeh e qualità della transizione nelle aree fuori fuoco.


Come si può vedere già dalla prima foto, la tridimensionalità resa è stupefacente, la lunghezza focale risulta un po' lunga in effetti, non è sicuramente una lente "all-around" ma, con un po' di pazienza ci si può adattare a diversi tipi di scatto, difficilmente la lente deluderà in termini qualitativi e contestualmente il livello di dettagli e le possibilità di crop date dal sensore ne aumentano la versatilità.

Ovviamente è difficile riuscire a gestirla per foto "al volo", specialmente se la si usa a totale apertura, il livello di dettagli raccolti e la visualizzazione sullo schermo della fotocamera possono trarre in inganno, visualizzando le immagini a monitor la profondità di campo è estremamente ridotta, così, molto spesso sarà doveroso chiudere il diaframma di uno/due stop.

La ritrattistica si dimostra, come previsto, un'applicazione perfetta per l'accoppiata: la lente è ottima per gestione di controluce, contrasti ed assenza di distorisione, mentre gamma dinamica e risoluzione del sensore fanno il resto.

È davvero sorprendente tenere il tutto in un palmo di mano muovendo solo 564g (ripartiti al 50% tra lente e corpo camera).

Qui a seguire qualche scatto durante una passeggiata fotografica con visita guidata nella città di Molfetta (Bari) organizzata da Yallers Puglia:



Grazie a Giovanna, Giuseppe e lupo per aver fatto da modelli, alla prossima!

A seguire i soliti link di affiliazione Amazon per eventuali acquisti:
-Sony Alpha 5100L Fotocamera Digitale
-Sony SEL55F18Z Obiettivo con focale fissa FE 55 mm F1.8 Zeiss Sonnar T*

Test Sony FE 28mm f/2 (SEL28F20)


Oggi un post di fotografia...

Il "SEL28F20" è un obiettivo grandangolare, lanciato sul mercato da Sony nel 2015 e che va ad aggiungersi al crescente parco ottiche per fotocamere mirrorless dotate del "giovane" attacco di tipo "E" (E-mount).

Nello specifico si tratta di un obiettivo per macchine con sensori full-frame, avente una lunghezza focale di 28mm (angolo di campo pari a 75.3°), con un diaframma ad apertura circolare da 9 lamelle avente l'apertura massima di f/2 e quella minima di f/22.

Lo schema ottico prevede 9 elementi in 8 gruppi di lenti, il tutto racchiuso in un barilotto estremamente compatto che misura 64x60mm (escludendo il paraluce a petalo, fornito in dotazione) e pesa 200g.

La struttura adotta un design resistente a polvere ed umidità che rappresenta un interessante valore aggiunto, specie se si considera che i 28mm sono una delle lunghezze focali d'elezione per generi quali street-photography, reportage e fotografia paesaggisstica.

L'obiettivo in questione è chiaramente progettato per essere quanto più comodo e versatile possibile, altri dettagli che contribuiscono a renderlo tale sono l'adozione di un sistema "internal focusing" (i movimenti sono tutti interni al barilotto quindi questo rimane di dimensioni costanti, senza estrusioni), un "motore lineare" (tecnologia che permette riprese video silenziose) e la possibilità di aggiungere lenti di conversione opzionali: un ultragrandangolare da 21mm (modello SEL28F20UWC) o un fisheye da 16mm (modello SEL28F2FEC), per ottenere così riprese ancora più ampie.

Sull'elemento frontale è possibile montare filtri dal diamtro di 49mm (stessa misura adottata da altri obiettivi E-mount) e la distanza minima di messa a fuoco (con AF) è di 0.29 metri.

Impressioni:

La qualità costruttiva è buona, pari a quella di lenti più costose, ed agganciando l'obiettivo alla macchina (nel mio caso una Sony A7II) la maneggevolezza della combinazione si fa notare immediatamente.

La distorsione prodotta è evidente ma non allarmante, è più o meno ciò che ci si può aspettare da un grandangolo di questo tipo ma è gestita benissimo dalle correzioni automatiche: in-camera, per i JPEG, o con l'applicazione del profilo lente via software, per i files RAW.

L'autofocus è sempre reattivo e preciso, non si sente la mancanza di un motore con tecnologia "ultrasonica".

La qualità d'immagine ottenibile è sempre molto molto gradevole, spesso sorprendente: la nitidezza centrale delle immagini è ottima, le stesse risultano ben contrastate e con una piacevolissima tridimensionalità, grazie anche ad uno sfocato bellissimo, estremamente morbido e cremoso.

La qualità d'immagine è buona in partenza (specialmente nella porzione centrale del frame), la lente è utilizzabile a tutta apertura, quando necessario, ma i risultati migliorano già chiudendo a F/2.8; a F/4-F/5.6 ci sono ulteriori miglioramenti (più visibili su lati ed angoli) ma la resa migliore (da parte a parte) la si ottiene probabilmente con diaframma a F/8. A F/11 le immagini sono ancora buone ma iniziano a subire l'incidenza della diffrazione. 

La lunghezza focale di 28mm risulta effettivamente molto versatile, prestandosi bene a passeggiate, gite fuori porta, scatti in interni e ad alcuni tipi di eventi. 

NB: anche la resa su corpi con sensore APS-C è degna di nota; tra gli esempi due foto durante un tramonto a Polignano a mare (Bari) con il Sony SEL28F20 montato su Sony A5100, il cui fattore di moltiplicazione (1.5) restituisce riprese equivalenti a quelle di una lente con lunghezza focale pari a 42mm su formato pieno.

Qualche scatto d'esempio:
(SEL28F20 su Sony A7II / A5100 - Scatti in RAW con postproduzione in Adobe Lightroom)


Brindo con un amico ad una degustazione di oli d'oliva - Giovinazzo (Bari) 2016
Hibiscus rosso sotto una bouganville - Malfa, (Salina / Isole Eolie) 2016
Sean: golden retriever - Malfa (Salina / Isole Eolie) 2016
Imbarcazione al rientro - Polignano a mare (Bari) 2016 / 16:9 / APS-C
Scoglio dell'eremita - Polignano a mare (Bari) 2016 - (Stitched pano / 4 vertical shots/ APS-C)
Affaccio sul mare con gabbiani - Torre Quetta (Bari) 2016
Michael Nyman in concerto nel chiostro - Ostuni (Brindisi) 2016
Alberto Bianco - Live set - Docks 101, Locorotondo (Bari) - 2016

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Sony SEL28F20 Obiettivo 28mm f2.0

Natura morente

A volte vien da pensare che l'uomo butti cemento un po' ovunque non tanto per costruire... ma perché cosciente di quanto poco durerebbe tutto il resto.

No, non ho cercato di firmare il quadretto, vedevo ciò passeggiando in uno dei posti più belli che abbia mai visitato: il percorso sul mare a Prá Venezia di Rinella, a Salina...

Qui, quasi tutti i tronchi delle piante di fico d'india erano incisi, come molte delle pale, irrimediabilmente sfregiate. Come la nostra cultura: lasciata morente, per svago

foto pubblicata da VincenzoDeVirgilio (@vincenzodevirgilio) in data: